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sabato 23 aprile 2016

Dov'è stata la tua prima volta? Tra le pagine di un libro

Sono cresciuta circondata dai libri, nessuno mi ha trasmesso questa passione, nella mia famiglia non ci sono lettori accaniti, mio padre lo era un tempo, poi è come se avesse passato il testimone a me, privando sé stesso di una cosa tanto meravigliosa per farmene dono.
L'amore per i libri non ricordo quando sia nato, ricordo semplicemente che i romanzi per me ci sono sempre stati, quando avevo bisogno di loro erano lì, pronti ad accogliermi.

Ho 22 anni, sono una divoratrice seriale di libri, però ciò non vuol dire che io abbia letto ininterrottamente per tutta la vita, ci sono stati periodi in cui mi sono presa una pausa, proprio come in una relazione. Il mio rapporto con i libri è paragonabile ad una lunga storia d'amore, una storia come tante, che a volte vive momenti difficili, in diverse occasioni io mi sia allontanata da loro. Durante questi periodi, però, i miei libri erano sempre lì, mi guardavano silenziosi dagli scaffali, occhi indiscreti sulla mia vita che andava avanti senza di loro. 
Da qualche anno a questa parte non posso fare a meno di leggere, specialmente dal momento in cui è nato il Whisper, il custode delle mie emozioni e dei miei pensieri.

La vita è fatta di Prime Volte: il primo bagnetto, i primi passi, la prima parola.. Potrei andare avanti all'infinito. Quando si è un lettore, però, a volte si bruciano le tappe, le cose possono avvenire prima del previsto tra le pagine di un libro.
Io, come molti, quando inizio a leggere mi abbandono al romanzo, sono in balia delle parole, dei personaggi, della loro storia. I protagonisti rubano un frammento del mio cuore ed io del loro, il legame è sancito. Loro ai miei occhi, nel corso della lettura, appartengono alla mia quotidianità, sono reali. In alcune occasioni, l'alchimia con i personaggi è così forte, magica, intensa, che io sono loro, e loro sono me, ed ecco che vivo le loro storie non come una spettatrice ma in prima persona, come se le vicende accadessero sulla mia pelle. Per tale ragione, molte delle "mie prime volte" hanno avuto luogo tra le pagine di un libro.

Il primo giorno delle superiori era seduta tra il quarto ed il quinto capitolo. Temevo la gerarchia che vige nelle scuole - troppi libri ambientati nei licei americani, troppi bulli, cheerleader che ti fanno sentire una nullità, e quater-back che sembrano essere divinità dell'Olimpo - eppure sono sopravvissuta senza sedermi al tavolo della mensa con i più popolari, mi confondevo tra gli studenti vivendo la mia vita di sempre.

Non ricordo il libro, ma so per certo che il mio primo bacio aveva un sapore insolito, di carta e dolcezza. Le labbra del ragazzo erano soffici, sentivo ancora il sapore di innocenza e semplicità. Non è stato un primo bacio vorace, famelico, è stato veloce, un delicato sfiorarsi di bocche, non si desiderava altro, si voleva semplicemente assaporare quell'attimo.

La prima volta che ho preso una cotta per qualcuno... mmmm... no... quella è avvenuta nella vita reale, passiamo avanti.

Quando qualcuno mi ha spezzato il cuore per la prima volta, ricordo che i frammenti erano incastrati tra le pagine, ricordo il sapore amaro delle lacrime che andava a sbavare l'inchiostro, non è stato semplice ricomporre il puzzle. La prima delusione lascia una ferita sul cuore, il dolore sembra insopportabile, si ha la sensazione che non si possa guarire, e poi ecco che avviene il miracolo, la cura è semplicemente..

...il vero amore. Il mio primo grande amore, quando ancora non conoscevo quello della vita reale, l'ho incontrato a San Pietroburgo, era un giorno soleggiato. Era bellissimo con la divisa dell'armata rossa indosso, il suo nome era Alexander Barrington ma per me divenne semplicemente Shura. Ebbene si, ho perso la testa per il protagonista de "Il Cavaliere d'Inverno". Ricordo perfettamente le farfalle di carta nello stomaco, il cuore che correva all'impazzata nel mio petto, pronto a lanciarsi tra le sua braccia. Ricordo il suo sguardo, il sapore dei suoi baci, sapevano di inchiostro e promesse silenziose. Ricordo ogni cosa di lui.


Sempre nello stesso romanzo è avvenuta la "prima volta per eccellenza", quella che si attende con timore e desiderio. Volevo nascondermi tra le pagine, volevo nascondermi da lui, avevo paura, paura dell'ignoto. Non sapevo cosa fare, non sapevo cosa mi avrebbe fatto. Sapevo semplicemente che lo amavo, che mi fidavo di lui, che volevo semplicemente donarmi a lui. Ricordo i baci, le carezze, ricordo che inizialmente era dolce, poi ricordo il dolore, il corpo nudo macchiato d'inchiostro. Ricordo chiaramente la sensazione di felicità, i corpi divenuti un unico essere, era tutto perfetto. Ricordo la poesia di quel momento indimenticabile.
“Tania”, sussurra lui, “promettimi di nondimenticarmi, quando morirò.”
“Non morirai, soldato. Non morirai. Vivi! Vivi e respira, aggrappati alla vita e non lasciartela sfuggire. Promettimi che vivrai per me e io ti prometto che, quando avrai finito, sarò qui ad aspettarti.” Tatiana singhiozza. “Quando avrai finito, Alexander, io sarò qui ad aspettarti.”

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Mi auguro che questo post intimo, passionale, sincero vi sia piaciuto. Dalle mie parole mi auguro emerga il mio incondizionato amore per i libri, custodi delle mie prime volte, tra le loro pagine ho scoperto molte cose senza aver bisogno del "classico discorsetto" dei genitori, fortunatamente a me non è toccato. Ho scoperto certe cose in modo magico ed emozionante. Lasciatemi un vostro parere, fatemi sapere se anche a voi è successo lo stesso.