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sabato 24 ottobre 2015

Recensioni flash e tante curiosità sui film: Minions - Inside Out - Hotel Transylvania 2

Buongiorno Whispers, scusate la scarsa presenza ma sono totalmente immersa nei preparativi per il viaggio, tra poco più di due settimane sarò nella mia amata Irlanda
Ieri servendomi dei miei poveri mezzi ho girato un video, in cui realizzo recensioni flash degli ultimi film d'animazione che ho visto: Minions, Inside Out ed Hotel Transylvania 2.
Ero convinta che sarei rimasta incantata dal film Disney-Pixar Inside Out, che con mia grande sorpresa mi ha lasciato con l'amaro in bocca, al contrario la pellicola sulla famiglia del conte Drac mi ha veramente stupita
Fatemi sapere se avete visto questi tre film d'animazione ed il vostro parere.
Nel video troverete anche molte curiosità sulle prime due piccole, vi lascio con un assaggino: sapevate che all'inizio i Minions dovevano essere simili a dei Troll o che hanno tutti lo stesso doppiatore? Sapevate che Gioia nei piani originali doveva essere l'antagonista della storia? 
Ok meglio che mi fermi qua. Spero possiate apprezzare questo video ed aspetto i vostri pareri, se vi fa piacere iscrivetevi al canale.



mercoledì 18 marzo 2015

Bottino di recensioni flash: Unbroken - Jupiter - Selma

Buona sera Whispers, avevo accennato nel precedente post di avere mille recensioni arretrate, inizio a recuperare con un tris di film visti già da diverse settimane. Quelle che troverete di seguito sono tre recensioni flash: ce n'è per tutti i gusti. Se avete visto una di queste pellicole fatemi sapere il vostro parere, ultimamente ho scritto spesso e per fortuna pareri positivi mentre questa volta ci sono diversi pareri negativi.


Unbroken: un incredibile storia vera
Un dramma epico che racconta l'incredibile storia dell'atleta olimpionico ed eroe di guerra, Louis "Louie" Zamperini, che insieme ad altri due membri dell'equipaggio, è riuscito a sopravvivere su una zattera per 47 giorni, in seguito ad un disastroso incidente aereo durante la Seconda Guerra Mondiale, per poi essere catturato dalla Marina giapponese e spedito in un campo di prigionia.


Recensione
Il Cinema è come un'anziano e saggio cantastorie che spesso ci racconta vite di uomini realmente esistiti, che meritano di essere conosciute, anzi devono essere conosciute. L'ultimo di questi uomini nel quale mi sono imbattuta sul grande schermo è Louis Zamperini. La sua storia ha conquistato Angelina Jolie che ha deciso di farla divenire un film.
Louis Zamperini è prima di tutto un italiano, un immigrato in terra straniera, ha salutato il tricolore per abbracciare la bandiera a stelle e strisce, è stato campione olimpionico, soldato e poi prigioniero di guerra. Insieme ad alcuni suoi commilitoni è sopravvissuto per più di un mese su un gommone disperso nell'oceano, dopo che il loro aereo era precipitato. In una situazione tanto critica mi è sembrato non vacillare mai, anche una volta trovato e catturato dai soldati giapponesi ho avuto l'impressione che fosse disumano, troppa tenacia, troppa resistenza racchiusa in un unico uomo. Ogni tanto anche lui ha avuto momenti di cedimento, eppure tornava subito in sé, il titolo racchiude perfettamente l'essenza del personaggio che la Jolie ed i suoi sceneggiatori hanno voluto ritrarre "Unbroken" (invicibile), eppure credo che avrebbero dovuto mettere più in luce le sue fragilità, quelle che sono certa il vero Louis ha avuto. Le mie parole possono trarre in inganno, perciò è meglio che dica che questo personaggio mi ha toccato il cuore.
Interessante il mondo in cui hanno sviluppato l'ossessione che il comandante del campo di concentramento nutriva nei confronti di Louis, 
Una cosa che ho apprezzato tantissimo è stato il montaggio, la prima parte si gioca su due linee temporali: passato e presente, attraverso i flash-back conosciamo la vita del protagonista, che nei momenti peggiori sembrava ancorarsi alla vita, alla speranza raccontando a sé stesso ed ai suoi compagni, la ricetta e la pratica con cui sua madre realizzava gli gnocchi. Quest'idea è stata geniale.
Ha tratti il film può apparire lento, eppure l'arrestarsi del tempo della narrazione, è funzionale alla storia, se lo avete visto comprenderete il mio pensiero.
Io promuovo la Jolie regista che deve ancora consolidare un proprio stile ma che si trova sulla buona strada, e non posso non menzionare Jack O'Connell, attore protagonista molto talentuoso.


Jupiter: il destino dell'universo
Dalle strade di Chicago alle galassie lontane e vertiginose dello spazio, Jupiter Il Destino dell'Universo narra la storia di Jupiter Jones (Mila Kunis), che, nata sotto una buona stella, mostra segni d'esser predestinata a grandi cose. Una volta cresciuta, Jupiter continua ad avere grandi sogni, ma si sveglia in un'amara realtà fatta di un lavoro di pulizia di case altrui, ed una vita difficile. Solo quando Caine (Channing Tatum), un cacciatore ed ex-militare geneticamente modificato, arriva sulla Terra per rintracciarla, Jupiter comincia ad intravedere il destino che le è stato prospettato: possiede infatti la firma genetica che la contrassegna come prossima, in linea di successione, di una straordinaria eredità che potrebbe alterare l'equilibrio dell'intero cosmo.
Trailer

Recensione
Jupiter è una pellicola ha metà tra un romanzo di fantascienza ed un videogioco.
Dopo la visione del trailer speravo di gustarmi un film diverso da quello che poi ho visto.
In questa pellicola ritroviamo tutti i cliché di una storia in cui "l'eletta" deve salvare il mondo: all'inizio ignora la sua vera identità, si innamora del bello e dannato lupo/uomo da laboratorio, che diviene il suo angelo custode, poi.. (l'elenco è infinito). Una volta scoperta la verità la protagonista passa velocemente da uno stato di paura ed incredulità, alla presa di coscienza del proprio destino di salvatrice, ok che i tempi cinematografici sono brevi, ma il cambio nel personaggio è piuttosto repentino. 
Inizialmente sembra che venga messa molta carne al fuoco, sembra di trovarsi dinanzi ad una matassa ingarbugliata che a tratti incuriosisce lo spettatore, ma ecco che già dopo metà pellicola quella che poteva essere una trama con un minimo di potenziale ha risvolti assolutamente banali. Avrebbero potuto fare di meglio, avrebbero potuto lavorare su colpi di scena, ed invece non hanno osato affatto.
Le interpretazioni di Mila Kunis e Channing Tatum, sono convincenti peccato che siano penalizzati da personaggi che avrebbero potuto essere costruiti meglio, specialmente quello maschile, un'idea poteva essere quella di mostrare con flash-back il suo passato, di lavorare sul suo tormento, che risulta essere solo un contorno nelle vicende dell'eroina.
Eddie Redmayne riesce a dare spessore all'antagonista grazie alla sua voce roca ed ad uno sguardo malato, sintomo di una psicologia disturbata, eppure anche questo personaggio sembra non esplodere mai.
Quando mi trovo dinanzi a pellicole con parecchie lacune dal punto di vista della sceneggiatura, mi piace fantasticare sulle modifiche che vi apporterei: ah quante cose avrei cambiato, specialmente il finale.
Di questo film mi sento di salvare assolutamente gli effetti speciali: sbalorditivi e sorprendenti.

lunedì 9 febbraio 2015

Il giorno in cui ho incontrato Eddie Redmayne + Recensione "La teoria del tutto"

Buonsalve Whispers, è stata una settimana molto impegnativa e carica di emozioni, ho appena chiuso i libri perché altrimenti mi si frigge l'ultimo neurone sopravvissuto a questa sessione. Questa recensione me la porto da un po', ho tentanto già una volta a scrivere qualcosa senza ottenere risultati soddisfacenti, perciò ci riprovo. Naturalmente sono ansiosa di sapere il vostro parere su questo film.
Io odio le recensioni lunghe, la mia questa volta lo è stata e mi scuso, ma avevo troppo da dire, spero abbiate il piacere di leggerla ed arrivare sino alla fine. Non succederà più: promesso.

Prima di parlarvi di questo film voglio condividere con voi uno dei ricordi più preziosi della mia vita.
Era il luglio del 2013, ero al Giffoni Film Festival, seduta dinanzi alla poltrona dove di lì a breve si sarebbe accomodato l'ospite internazionale. Ho atteso tanto quel momento, l'ho sognato fin da quando era stato annunciato sui social il suo arrivo in Italia. Tremavo, il cuore batteva forte, si è fermato per un istante quando lui è entrato in sala: Eddie Redmayne era lì, ad un passo da me. Solamente rievocare questo ricordo mi riempie di gioia, non potete vedermi ma ho un sorriso ebete stampato in volto. Ho ascoltato ammaliata ogni risposta che ha dato, il suo accetto british e la voce profonda sono musica per le mie orecchie. C'era tempo per un'ultima domanda, ho alzato la mano non credendo che mi avrebbero dato la parola ed invece mi sono trovata con microfono tra le mani.
Lui mi ha guardata negli occhi, per un attimo la mente mi si è annebbiata. Gli ho chiesto come si fosse preparato per interpretare un soldato della prima guerra mondiale in "Birdsong" miniserie poco conosciuta, con la quale mi ha toccato il cuore. Lui mi ha sorriso ed ha detto che oltre ad essersi documentato sul periodo storico, è andato in tunnel sotterranei per provare sulla propria pelle la sensazione tremenda che i militari vivevano quotidianamente.
E' come se mi avesse tenuta a battesimo con la mia prima conferenza stampa, spero un giorno di poterlo intervistare.

Recensione
Un film emozionante, commovente. Un'interpretazione sensazionale.

Ho aspettato tanto questa pellicola, ho contato i giorni che mi separavano da essa, come quando si attende di rivedere un vecchio amico dopo anni. Mi sono seduta sulla poltrona con il desiderio e la voglia di emozionarmi, e così è successo. La performance di Eddie è sensazionale, un'interpretazione che fa vibrare le corde più profonde dell'animo umano. 
Il regista Marsh, insieme a quanti hanno lavorato a questo straordinario progetto, si sono ispirati al libro scritto da Jane Wilde, uno dei pilastri nella vita di Stephen Howking, costruendo un film che conquista lo spettatore sin dalla prima sequenza: un uomo su una sedia a rotelle che gira in circolo nel soggiorno della sua casa.

Attraverso un flashback vediamo Stephen camminare sulle sue gambe per i corridoi del prestigioso college di Cambrige, dove sta portando a termine il suo dottorato in cosmologia. Ha tutta la vita dinanzi a sé, l'universo stesso sembra sorridergli, in attesa che quel ragazzo dallo sguardo sveglio ed il sorriso contagioso, possa scoprire i suoi misteriosi ed oscuri segreti.
La sua vita cambia quando incontra Jane, due mondi diversi che sembrano attirarsi l'un l'altro, lui scienziato ed ateo, lei studentessa di lettere e cattolica. Sono come il sole e la luna che si incontrano durante un'eclissi. E' colpo di fulmine, subito amore.
Quando tutto sembra andare per il meglio, ecco che la catastrofe si annida dietro l'angolo, in attesa di far piombare tutto nel caos, come una meteora devasta irrimediabilmente la vita della giovane coppia.
Stephen inizia ad accusare sintomi insoliti: la mano incerta scrive sulla lavagna lettere tremolanti, le gambe sembrano non reggere più il peso del suo corpo, più volte inciampa ma non dà peso a quanto accade, Ignora tutti i questi campanelli di allarme fin quando gli è possibile, fino al momento in cui crolla al suolo.
Stephen è affetto dalla malattia del motoneurone, gli restano solo due anni di vita, durante i quali perderà il controllo del proprio corpo e non potrà più parlare, appena appresa la diagnosi domanda se una simile sorte toccherà anche al suo cervello, il dottore lo rassicura a riguardo ma aggiunge che nessuno però potrà conoscere i suoi pensieri.
Qui Eddie ha superato se stesso, il modo in cui ha fatto divenire la malattia parte di sé è stato incredibile. Avrei voluto accarezzare la sua mano quando tentava di muoverla o essere la sua voce nei momenti in cui non riusciva a pronunciare alcun suono. La simbiosi che ho sentito con il personaggio è stata esclusivamente merito di Eddie, sin dal primo istante in cui appare nell'inquadratura riesce ad instaurare con lo spettatore un legame inscindibile.

Questo film è come un grande dipinto, nel quale convivono in perfetto equilibrio colori caldi e freddi, i primi predominano in scene dai toni più sereni per esempio durante il loro primo bacio o quando ha un'illuminazioni riguardante la sua teoria, i secondi caratterizzano episodi in cui il dolore muove le fila delle vite dei protagonisti per citarne un paio quando Stephen è in ospedale o quando si trova in una vasca. In questa scena lui non ha perso del tutto il controllo del suo corpo, si fissa la mano e tenta di muovere le dita senza riuscirvi, nel suo sguardo si legge la sofferenza di un uomo che sta iniziando a fare i conti con una sentenza atroce che non gli lascia via di scampo.
Jane appena apprende la notizia non ha dubbi: lei non abbandonerà Stephen, ha intenzione di vivere tutto il tempo che gli rimane accanto a lui. Felicity Jones è stata incredibile nel riportare sullo schermo l'immensa forza d'animo di questa donna, che ha rinunciato ad una vita "normale" per amore. Il suo coraggio e la dedizione che ha dimostrato nell'accudire Stephen mi hanno commossa. Questa è una storia d'amore, dai toni dolci ed amari che merita di essere raccontata.

lunedì 26 gennaio 2015

Recensione: "American Sniper"

Buonasera Whispers, sono stanca morta dopo un pomeriggio trascorso sui libri, intervallato da momenti in cui mi sono incantata a fissare il vuoto per attimi eterni (cosa non si fa pur di non studiare). Ho diverse recensioni arretrate, devo smaltirle altrimenti mi sommergeranno.

American Sniper
Protagonista di American Sniper è Chris Kyle, un U.S. Navy SEAL che viene inviato in Iraq con una missione precisa: proteggere i suoi commilitoni. La sua massima precisione salva innumerevoli vite sul campo di battaglia e mentre si diffondono i racconti del suo grande coraggio, viene soprannominato "Leggenda". Nel frattempo cresce la sua reputazione anche dietro le file nemiche, e viene messa una taglia sulla sua testa rendendolo il primario bersaglio per gli insorti. Allo stesso tempo, combatte un'altra battaglia in casa propria nel tentativo di essere sia un buon marito e padre nonostante si trovi dall'altra parte del mondo.

Recensione (3-)
Calma apparente. Sudore che imperla la fronte. Cuore che si ferma. Battiti che accelerano. Dito che preme il grilletto. Proiettile che sfreccia nell'aria. Bersaglio colpito. Sangue versato su un arido terreno. 

Il vero Chris Kyle
"American Sniper" è un film che mi ha scossa, e confesso che non mi aspettavo lo stato di trance che ha seguito la visione. Andiamo per gradi.
In molti si sono accaniti su questa pellicola, definendola l'ennesimo omaggio al paese su cui sventola bandiera a stelle e strisce. Fortunatamente c'è di più: c'è Bradley Cooper, la nota positiva del film.
Clint Estwood, il regista, ha si dipinto la figura di quello che è considerato un eroe degli Stati Uniti, ispirandosi alla sua autobiografia, ma non ha taciuto su quanto realmente è successo al fronte: sui centinai di iracheni da lui uccisi, mostrando la freddezza che il cecchino doveva avere anche quando il nemico era un bambino.

Chris Kyle è interpretato da Cooper, il quale si è relazionato con un ruolo molto delicato, non mi ha per niente delusa.
Nella prima sequenza ci troviamo in Iraq, poi tramite un flashback conosciamo il Chris ragazzo, il Chris giovane uomo che sogna di diventare cowboy. Solo più tardi comprenderà che è destinato a fare molto di più. Con poche sequenze ci è stata mostrata la vita che Kyle avrebbe potuto avere se avesse continuato su questo sentiero.

Entra nel corpo speciale dei Navy Seals, prende parte al durissimo addestramento impartito dall'esercito.  Fisicamente diviene più massiccio e possente, sul volto da bravo ragazzo cresce una folta barba, che gli conferisce un'aria rude e selvaggia.
Una sera in un bar conosce l'amore della sua vita Tyla, interpretata da Sienna Miller, donna forte e coraggiosa che riesce a far fronte alle difficoltà che comporta l'avere un marito per mesi in guerra.
Ho trovato inverosimili le chiamate satellitari fatte tra i due durante missioni cruciali, messe lì tanto per (chissà se sono vere). 

giovedì 15 gennaio 2015

Recensione: "The imitation game"

Buon pomeriggio Whisperiani (o preferite Whispers?!), un altro esame è andato e mi sono concessa un paio di giorni di relax. Sono qui per recensirvi il primo film che ho visto in questo 2015, dal punto di vista cinematografico l'anno non poteva incominciare meglio, tutto merito di una grande pellicola diretta da Tyldum:

"The imitation Game"
Durante l'inverno del 1952, le autorità britanniche entrarono nella casa del matematico, criptoanalista ed eroe di guerra Alan Turing per indagare su una segnalazione di furto con scasso. Finirono invece per arrestare lo stesso Turing con l'accusa di "atti osceni", incriminazione che lo avrebbe portato alla devastante condanna per il reato di omosessualità. Le autorità non sapevano che stavano arrestando il pioniere della moderna informatica. Noto leader di un gruppo eterogeneo di studiosi, linguisti, campioni di scacchi e agenti dei servizi segreti, ha avuto il merito di aver decifrato i codici indecifrabili della macchina tedesca Enigma durante la II Guerra Mondiale.

Recensione (4 1/2 / 5)
Una storia da raccontare. Un uomo da ricordare.

Quella di Alan Turing è stata una delle menti più brillanti di sempre, un uomo che non ha avuto i riconoscimenti che gli spettavano, e' stato sui giornali poiché omosessuale e non perché ha salvato milioni di vite. E' stato costretto a subire umiliazioni ed ingiustizie, quando avrebbe dovuto ricevere solo gratitudine.
Questo film ha il grande merito di farci conoscere la vita di un grande genio vittima del suo tempo, di un eroe che ha vissuto nell'ombra. Per motivi di segretezza, finita la guerra, non ha potuto dire nulla riguardo la grande pagina di storia che aveva appena scritto.

Ho apprezzato il modo in cui hanno costruito la storia, riuscendo con abile maestria ad intrecciare tre linee temporali . Il film ha iniziato durante il secondo dopo guerra, quando la polizia indaga sulla misteriosa figura del matematico Alana Turing, attraverso molti flashback impariamo a conoscere l'adolescenza di un ragazzo abbandonato in un collegio e ci viene svelato il grande mistero non riportato dai manuali di storia: quest'uomo ha decifrato "Enigma", la macchina nazista che i tedeschi utilizzavano per mandarsi messaggi in codice.
In questa pellicola troviamo un  Benedict Cumberbatch nella sua forma migliore, nei suoi occhi dal taglio così particolare di un azzurro che si tinge di grigio sembrano inseguirsi i fantasmi del passato di Turing, riesce a catturare perfettamente l'essenza dell'uomo e del grande genio.
Nel cast vi è l'incantevole Keira Knightley, che come Benedict questo pomeriggio ha ricevuto la nomination per gli imminenti oscar, lei interpreta l'unica donna del team che affianca Turing ed è anche la sola che cerca di liberare Alan dalla morsa della sua solitudine.
Come decifrare una macchina se non realizzandone un'altra, in grado di riuscire dove molti uomini hanno fallito, il suo nome è "Christopher", dietro ai suoi circuiti, ingranaggi, fili, Turing tenta di riportare a lui "qualcuno" che gli era stato strappato via tanti anni prima. La sua macchina inizialmente sembra inutile, si tenta più e più volte di farla funzionare,